Aurora Boreale e Artico Ricette dal Mondo 

Cosa si mangia in Islanda?

16 Ottobre 2019

La natura ha scolpito il territorio dell'Islanda creando scenari mozzafiato, paesaggi lunari e fenomeni sorprendenti. In questo luogo anche la cultura è stata forgiata dalla forza degli elementi che gli islandesi hanno imparato a rispettare e a domare.
Il cibo tradizionale dell'Islanda è un esempio molto interessante di utilizzo della natura con una originale combinazione di curiosità, creatività... e soprattutto passione per i sapori forti!

Cosa si mangia in Islanda?

Ecco una selezione delle specialità islandesi più esotiche, consigliate per i palati più curiosamente temerari.

Squalo fermentato

Probabilmente avete già sentito parlare dell'hákarl, la più famosa tra le specialità islandesi dal gusto estremo.
La carne di squalo viene prima sotterrata e poi esposta ad essiccare ai venti dell'Artico per circa 5 mesi. Il risultato è una specie di poltiglia semisolida, di solito servita in cubetti o spalmata sul pane.
Il sapore? Ricorda un po' l'ammoniaca o, se preferite, formaggi molto, molto fermentati... se siete stati in Sardegna, il Casu Marzu ha un sapore simile ma più gentile, mentre il suo fratello maggiore Su Callu (il caglio) è in grado di raggiungere la stessa potenza.

Testicoli di montone

L'Islanda è l'isola delle pecore che sono allevate allo stato semibrado e pascolano liberamente un po' dovunque. La carne di agnello è certamente una delle specialità da non perdere durante il vostro viaggio nella terra del ghiaccio e del fuoco. Ma anche gli organi del montone dal quale l'agnello viene generato, rappresentano per alcuni discendenti dei vichinghi una vera prelibatezza.
Si chiama Þorrablót e viene preparato in diversi modi, il più comune è con siero e gelatina... ovviamente fermentato.


Merluzzo essiccato

Harðfiskur, letteralmente il pesce duro, è una specialità per i gastronauti dotati di potenti mandibole. Si tratta di strisce di merluzzo ma anche haddock o pesce lupo (la variante oceanica del pesce gatto) essiccate e da conservare rigorosamente in un contenitore ermetico, per evitare che la sua essenza non propriamente delicata invada il frigorifero e la vostra casa.
Si gustano con pane e burro e, come detto, richiedono un notevole agonismo mandibolare per affrontare le fibre che risultano un po'... gommose.
Il sapore è simile a molti altri pesci essiccati ma è la parte atletica a renderlo speciale, non solo per l'energia che richiede alle mandibole ma anche per quella che trasmette al corpo grazie all'elevato contenuto di proteine.


Brennivin

Ecco l'unica sostanza in grado di affiancare il vostro stomaco nella battaglia con le specialità islandesi dal gusto deciso. Si tratta ovviamente di un'acquavite, ottenuta dalla distillazione di cereali o patate e aromatizzata con il cumino. Da gustare prima, dopo e durante ogni gastro-maratona vichinga. 
La gradazione si attesta intorno al minimo sindacale di 38-40°, il profumo è molto intenso e il sapore un po' amarognolo ricorda vagamente un due suoi cugini, l'Akvavit norvegese e il fil'e feru della Sardegna.

 

Se invece hai un palato curioso ma papille gustative normodotate, rimani connesso perché arriverà un altro articolo che rientrerà più nei tuoi gusti!

 

Manuel Cazzaniga

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