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C’è chi in Australia cerca una città con la battuta pronta, chi il deserto più rosso del pianeta, chi una barriera corallina, chi tutto insieme. Australia Total Experience esiste per chi non vuole scegliere: quattro Australie diverse, una dopo l’altra, con un piccolo gruppo e il Tour Leader Blueberry.
Parti da Melbourne, tra i murales delle laneway e una giornata sulla Great Ocean Road, dove i Twelve Apostles ricordano che l’erosione sa fare scultura. Poi il deserto: un tramonto e un’alba su Uluru ti bastano per capire perché per gli Anangu non sia mai stata “solo” una roccia. A Cairns cambi ritmo tra la foresta pluviale di Daintree e la Grande Barriera Corallina, tra pesci dai colori improbabili. Chiudi a Sydney, tra Harbour Bridge, Blue Mountains e i canguri di Featherdale, che ti mangiano dal palmo della mano.
Il viaggio include i voli intercontinentali e i tre voli interni tra le tappe: non devi incastrare da solo quattro prenotazioni. Ogni hotel è scelto per la posizione e il comfort, non per il logo sulla porta, e ogni tappa ha una giornata clou inclusa nella quota. Le guide sono italiane a Melbourne, Cairns e Sydney; a Uluru, dove sono più rare, è il Tour Leader a tradurti il racconto della guida in inglese.
Se viaggi da solo, puoi attivare il b-share Blueberry e dividere la camera con un altro viaggiatore evitando il supplemento singola; se entro i 45 giorni dalla partenza non troviamo un compagno di stanza, scegli se mantenere la prenotazione con supplemento ridotto al 50% o cancellare senza penale.
Quattro Australie, un solo viaggio: quella un po’ ironica di Melbourne, quella rossa e silenziosa di Uluru, quella tropicale di Cairns, quella iconica di Sydney. Il filo che le tiene insieme sei tu, il gruppo, e un Tour Leader Blueberry che le conosce già tutte.
NOVITÀ

Da Melbourne alla maestosa Great Ocean Road, svelando il cuore caldo dell’Australia ad Ayers Rock con visite all'alba e al tramonto. Passando per Cairns, esploreremo Cape Tribulation, la foresta pluviale di Daintree e la Grande Barriera Corallina. Infine, Sydney ci accoglierà con la sua atmosfera vibrante. Questo è il nostro itinerario, testato personalmente da Stefano (Aussie Specialist Certificato), un viaggio che trasforma ogni tappa in un'esperienza indimenticabile. Un'avventura oltre le aspettative, dove ogni momento è un frammento prezioso di scoperta.
NOVITÀ

Il Tour Leader Blueberry parte dall’Italia insieme al gruppo e resta il punto di riferimento per tutta l’esperienza. Conosce bene il ritmo di un viaggio così intenso, coordina ogni tappa con attenzione e ti accompagna alla scoperta dell’Australia con disponibilità, pazienza ed empatia, lasciando sempre alla destinazione il ruolo da protagonista.
E non preoccuparti se nessuno dei tuoi amici vuole partire con te: il Tour Leader viaggia sugli stessi voli previsti per il gruppo e comincia a “guardarti le spalle” già dall’aeroporto di partenza. In Australia, insomma, non ci arrivi da solo: il viaggio insieme comincia molto prima dell’atterraggio.
NOVITÀ

Sappiamo che per te il riposo è tanto importante quanto il tempo trascorso in giro. Per questo motivo, abbiamo scelto hotel che rispettano rigorosamente gli standard Blueberry per tutti i b-tour: comodi, centrali, puliti e sempre con la prima colazione inclusa.
Dimentica le camerate numerose e infinite, dimentica le file interminabili al bagno! Le camere che abbiamo prenotato sono tutte doppie e triple, se viaggi da solo/a, hai la possibilità di condividere la camera con un altro viaggiatore curioso. In questo modo, non solo eviti il supplemento singola, ma hai anche l'opportunità di fare nuove amicizie!
NOVITÀ

Un viaggio così lontano richiede intrattenimento, buon cibo e, soprattutto, comodità e sicurezza a bordo. Per l'Australia e molti altri b-tour orientati ad est, abbiamo scelto i voli Emirates, già bloccati e inclusi nel costo del viaggio.
Con Emirates, l'esperienza diventa un piacere, e credici, non vorrai nessun'altra compagnia per un viaggio così impegnativo. I voli interni sono anch'essi inclusi nel prezzo, quindi potrai concentrarti esclusivamente nel collezionare ricordi indimenticabili durante il tuo b-tour in Australia.
NOVITÀ

Abbiamo arricchito il viaggio con quelle esperienze che, secondo noi, in Australia fanno davvero la differenza. Percorrerai la Great Ocean Road fino ai 12 Apostoli, tra oceano, scogliere e soste che meritano più di una semplice fotografia.
Al Featherdale Sydney Wildlife Park incontrerai da vicino koala, canguri, wallaby, dingo, emù e molte altre specie australiane, prima di proseguire verso le Blue Mountains e ammirare le Three Sisters da Echo Point.
Nel Red Centre vedrai Uluru e Kata Tjuta cambiare colore all’alba e al tramonto, per poi concludere la giornata con una cena BBQ: scegli ciò che preferisci e lo cuoci personalmente sulla griglia. Da Cairns entrerai nel verde della foresta pluviale di Daintree e, infine, nell’azzurro della Grande Barriera Corallina, tra snorkeling, spiaggia e osservazione del reef.
NOVITÀ

Il viaggio non si limita alle escursioni nella natura, ma include anche visite alle grandi metropoli australiane. Si inizia dall'effervescente Melbourne, con i suoi ampi spazi aperti e un'atmosfera elegantemente cosmopolita. Successivamente, si raggiunge Cairns, snodo metropolitano tropicale che batte il cuore della vita nel Tropical North Queensland.
Infine, si esplora Sydney, la città australiana dei sogni, con la sua affascinante apertura verso il mare e uno skyline mozzafiato dominato dall'inconfondibile architettura dell'Opera House. Un itinerario che mescola la vivacità urbana con la bellezza naturale dell'Australia.
NOVITÀ

Nel tuo viaggio c'è un vero e proprio team sempre pronto ad assisterti! Giorgia partirà con te dall'Italia ma per le escursioni nella Great Ocean Road, a Uluru e Kata Tjuta, Daintree forest e naturalmente nella Grande Barriera Corallina ci saranno anche selezionate ed esperte guide locali per farti immergere completamente nel mondo "down-under". Sappiamo quanto ti piace approfondire ogni dettaglio dei paesi che visiti e con Giorgia e le nostre guide sei nelle mani migliori!
NOVITÀ

Il nostro viaggio di gruppo prevede massimo 18 partecipanti! L'Australia è un paese immenso, ma va comunque vissuta in intimità per poterla apprezzare al meglio. Con il nostro gruppo ristretto potrai massimizzare la tua esperienza di viaggio, condividere le emozioni con altri viaggiatori curiosi come te e commuoverti per la bellezza di tutto ciò che riempirà i tuoi occhi insieme ad altri appassionati esploratori felici!
Perché non è sempre vero che "più siamo e meglio è" ;-)
C'è chi il viaggio in Australia lo prenota su un impulso e chi lo aspetta per anni, controllando il calendario ogni tanto solo per essere sicuro che sia ancora lì. Comunque tu sia arrivato fin qui, oggi è il giorno: il tuo Australia Total Experience comincia in aeroporto, tra i primi sguardi al gruppo che non conosci ancora e il Tour Leader Blueberry, già pronto ad accompagnarti.
Sali a bordo, e comincia il volo più lungo che tu abbia probabilmente mai fatto: quello che ti porta, letteralmente, dall'altra parte del mondo. Non è un dettaglio da poco: l'Australia è uno dei pochi posti sulla Terra che richiede di attraversare mezzo pianeta per raggiungerlo, ed è proprio questa distanza a renderlo raro.
La meta è Melbourne, la prima delle quattro Australie che ti aspettano. Quando atterrerai, il calendario avrà fatto un salto che il tuo orologio farà fatica a spiegarti — la prima, piccola prova che sei arrivato davvero lontano.
Dopo un viaggio (letteralmente) interminabile, atterriamo finalmente a Melbourne. Fuori è notte e la stanchezza si fa sentire, forte, alle tempie. Restano ancora due piccoli ostacoli prima di poter dichiarare ufficialmente concluso - almeno per qualche giorno - il capitolo aerei e aeroporti: superare i controlli dell’immigration e recuperare i bagagli. Sulla carta sembra semplice; dopo tante ore di volo, un po’ meno.
Mal comune, mezzo gaudio. Ci facciamo forza a vicenda, consapevoli che al di là delle porte scorrevoli c’è un assistente pronto a darci il benvenuto in Australia e ad accompagnarci in hotel. La buona notizia è che, a quest’ora, il trasferimento dura davvero pochissimo.
Fuori dai finestrini Southbank è ancora illuminata: il fiume Yarra scorre tra i palazzi e le luci si riflettono sull’acqua. Noi, invece, abbiamo obiettivi più semplici: una doccia, un letto e qualche ora di sonno. Il jet lag potrebbe avere opinioni diverse, ma ormai conta poco: siamo in Australia. Domani Melbourne comincia a raccontarsi sul serio.
La testa sa perfettamente di essere a Melbourne. Il corpo, invece, sta ancora cercando di capire in quale fuso orario vivere. Poco male: ci ritroviamo con il nostro Tour Leader e usciamo per la prima vera giornata australiana.
Cominciamo dal Queen Victoria Market, perché per conoscere una città conviene osservarla mentre fa cose normali: compra il pane, ordina un caffè, discute davanti a un banco e cerca di decidere cosa mangiare. Tra profumi, voci, prodotti freschi e botteghe, Melbourne smette subito di essere soltanto un nome sulla mappa.
Proseguiamo verso la Cattedrale di St. Paul e poi entriamo nei Royal Botanic Gardens, dove il ritmo rallenta. Non abbiamo nessun premio da vincere per chi completa più tappe: camminiamo, ci fermiamo e lasciamo anche al jet lag il tempo di arrendersi. Il Tour Leader tiene insieme tempi e gruppo, ma senza trasformare la giornata in una marcia con il cronometro.
Nel pomeriggio passiamo da Albert Park Lake e raggiungiamo St. Kilda. Qui Melbourne cambia faccia: arrivano il mare, il molo, la spiaggia e lo skyline osservato da una prospettiva completamente diversa. Restiamo insieme, ci concediamo una pausa e iniziamo a prendere il passo della città.
A fine giornata avremo camminato parecchio, questo sì. Ma Melbourne avrà già smesso di sembrarci così lontana.
Oggi Melbourne resta alle nostre spalle e davanti abbiamo circa dodici ore di strada. Sì, sono tante. Ma questa non è una giornata da trascorrere contando i chilometri: è una di quelle in cui si cambia posto nel van per guardare meglio fuori, si discute su quale sia la playlist giusta e si chiede una sosta perché la luce, proprio lì, merita qualche minuto in più.
Con noi c’è una guida parlante italiano, ma il ritmo resta quello del nostro piccolo gruppo. La Great Ocean Road corre accanto all’oceano, attraversa Lorne e Apollo Bay e continua a sorprenderci con spiagge, scogliere, villaggi e curve che rendono molto difficile fingere indifferenza davanti al panorama. A un certo punto ci fermiamo anche per pranzo, perché l’entusiasmo è una risorsa preziosa, ma dopo qualche ora va comunque alimentato.
Poi arrivano i Twelve Apostles. Li abbiamo visti mille volte in fotografia, ma dal vivo hanno tutt’altra presenza: enormi pilastri di arenaria, vento addosso e il Bass Strait che continua il suo paziente lavoro di demolizione. Proseguiamo verso Loch Ard Gorge e Razorback, dove la costa diventa ancora più ruvida e teatrale.
Lungo la strada teniamo gli occhi aperti: potremmo avvistare qualche animale selvatico, anche se nessuno ha avuto la premura di comunicargli il nostro orario di passaggio.
Rientriamo a Melbourne stanchi, con la memoria del telefono parecchio più piena e la certezza di aver vissuto una delle giornate più belle del viaggio. Non perché abbiamo visto più cose, ma perché per un giorno intero abbiamo lasciato che fosse la strada a decidere il ritmo.
Lasciamo Melbourne e torniamo in aeroporto per il primo dei voli interni del viaggio. Dopo la traversata quasi interminabile affrontata per arrivare in Australia, le circa tre ore fino ad Ayers Rock ci sembrano francamente una formalità. Ormai siamo allenati: controllo bagagli, gate, imbarco. Quasi una passeggiata.
Atterriamo nel Red Centre e il cambio di scenario è immediato. Ad aspettarci non ci sono grattacieli, tram o quartieri sul fiume, ma terra rossa, cielo aperto e quella sensazione molto concreta di essere arrivati in un luogo completamente diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.
Il trasferimento ci accompagna al Desert Gardens Hotel, dove lasciamo i bagagli e ci concediamo appena il tempo di rimetterci in ordine.
Nel pomeriggio raggiungiamo Kata Tjuta. Non servono grandi presentazioni: basta vedere quelle forme emergere dal deserto per capire che il Red Centre ha deciso di alzare parecchio l’asticella. Il gruppo rallenta quasi senza mettersi d’accordo, perché qui la fretta avrebbe davvero poco senso.
Poi ci spostiamo verso Uluru per il tramonto. Con un pezzetto di formaggio in una mano e un bicchiere di bollicine – o di succo, se preferisci – nell’altra, ci mettiamo comodi e lasciamo fare alla luce. Uluru cambia colore minuto dopo minuto e il gruppo, per una volta, si zittisce senza che nessuno debba chiederlo. Non perché manchino le parole, ma perché per una volta non servono.
La sveglia suona quando fuori è ancora buio. A quell’ora nessuno di noi è particolarmente brillante, ma il deserto sta per esserlo: ci facciamo forza e partiamo verso Uluru.
Aspettiamo insieme le prime luci del giorno. Il cielo si schiarisce lentamente e la roccia cambia tonalità, dal viola al rosso e all’arancio. È uno spettacolo diverso da quello della sera precedente: più silenzioso, più raccolto, con la sensazione che il Red Centre si stia svegliando davanti a noi.
Con l’alba ancora negli occhi percorriamo la Kuniya Walk fino al Muṯitjulu Waterhole. Dopo aver osservato Uluru da lontano, questa volta ci avviciniamo e scopriamo un angolo sorprendentemente verde, tra acqua, ombra e richiami degli uccelli. Potrebbe comparire anche qualche wallaby; a quell’ora sarà probabilmente più sveglio di noi.
Muṯitjulu è un luogo importante per gli Anangu e lo viviamo rallentando, abbassando la voce e prestando attenzione. Poi rientriamo in hotel per la colazione. Se davanti all’alba eravamo silenziosi e contemplativi, davanti al buffet recuperiamo in fretta la capacità di comunicare.
La parte centrale della giornata è libera. Puoi riposarti, vivere il resort con calma o recuperare qualche ora di sonno: dopo una sveglia prima dell’alba, anche non fare nulla è una scelta rispettabilissima.
La sera ci aspetta una vera barbie. Nessuna bambola coinvolta: è il modo australiano di chiamare il barbecue. Scegliamo tra bistecca, salsicce, barramundi e, per chi vuole entrare nello spirito dell’Outback, anche canguro. Poi passiamo alla griglia perché, sì, la cena ce la cuciniamo noi. Blueberry organizza parecchie cose, ma per stasera il punto di cottura resta una responsabilità personale.
Completiamo il piatto con insalate e patate al cartoccio e ci sediamo nell’area comune, tra musica dal vivo e racconti di viaggio. Questa sera l’Outback si vive così: intorno a una griglia, con il gruppo e qualcosa di buono nel piatto.
Salutiamo il Red Centre e torniamo in aeroporto. Dopo due giorni di terra rossa, silenzi e sveglie prima del sole, ci aspetta un nuovo volo interno e uno di quei cambi di scenario che l’Australia sa organizzare con una certa nonchalance: poche ore prima siamo nel deserto, poco dopo atterriamo ai tropici.
Benvenuti a Cairns, o Gimuy, nel Tropical North Queensland. L’aria si fa più umida, il verde torna a occupare tutto lo spazio disponibile e la nostra valigia deve ricordarsi in fretta dove ha nascosto il costume da bagno. Uluru sembra già lontanissima.
Cairns ha un ritmo rilassato, fatto di palme, tavoli all’aperto e passeggiate lungo l’Esplanade. Ma soprattutto è la porta d’ingresso a due luoghi che nei prossimi giorni ci faranno cambiare ancora prospettiva: la Grande Barriera Corallina e la foresta pluviale di Daintree.
Per oggi non abbiamo record da battere. Arriviamo, prendiamo confidenza con il clima tropicale e lasciamo che il gruppo trovi il nuovo passo. Il deserto ci ha insegnato a rallentare; Cairns, a giudicare dall’atmosfera, sembra perfettamente d’accordo.
Se ieri Cairns ci sembrava già parecchio tropicale, oggi scopriamo che era soltanto il riscaldamento. Partiamo lungo la strada costiera verso il Daintree National Park, con il mare da una parte e la foresta che, chilometro dopo chilometro, si prende tutto lo spazio disponibile.
A Mossman Gorge entriamo davvero nella foresta: si cammina piano, si guarda in alto e si ascolta. L’umidità farà il suo mestiere e i capelli il loro destino; noi proviamo semplicemente a non perderci nulla.
Tra campi di canna da zucchero e strade immerse nel verde raggiungiamo il Daintree Tea House, dove il pranzo arriva nel momento esatto in cui il gruppo comincia a considerarlo una priorità assoluta.
Nel pomeriggio cambiamo prospettiva e saliamo in barca sul Daintree River. Da qui in poi tutti diventiamo molto bravi a fissare rive, mangrovie e qualsiasi forma sospetta appena sopra il livello dell’acqua. Potremmo avvistare qualche coccodrillo d’acqua salata; potrebbe anche decidere di ignorarci completamente. Con la fauna selvatica funziona così: noi arriviamo puntuali, lei mantiene una certa libertà creativa.
Prima di rientrare ci fermiamo brevemente a Port Douglas, giusto il tempo di rallentare ancora un po’ tra palme e atmosfera tropicale. Torniamo a Cairns con l’umidità addosso, parecchie foto in più e la sensazione che, per un giorno intero, abbia deciso tutto la foresta.
Oggi abbiamo un appuntamento con uno di quei luoghi che, fino a questo momento, esistevano soprattutto nelle fotografie. Raggiungiamo il porto e saliamo sull’Ocean Spirit diretti a Michaelmas Cay. Durante la navigazione c’è chi presidia il ponte, chi controlla per la terza volta di avere messo la crema solare e chi finge di non essere minimamente preoccupato per l’eleganza della futura tuta in lycra.
Una volta arrivati, il programma diventa piuttosto semplice: maschera, boccaglio e acqua. Facciamo snorkeling nelle acque protette della cay, tra coralli e pesci che sembrano avere molta più confidenza di noi con questo ambiente. Chi preferisce restare asciutto può osservare il reef dalla barca semisommergibile, senza dover negoziare con pinne, maschera e respirazione.
Non c’è nessuna gara a chi fa più cose. Possiamo alternare il mare a una pausa sul ponte o sulla spiaggia, lasciando che ognuno trovi il proprio modo di vivere la Grande Barriera. Il pranzo a buffet è incluso e arriva nel momento esatto in cui il gruppo smette di parlare di coralli e comincia a chiedersi cosa ci sia da mangiare.
Le spiegazioni dei biologi marini ci aiutano a capire meglio l’ecosistema che stiamo osservando. Perché sì, la barriera è bellissima; ma sapere cosa stiamo guardando la rende ancora più interessante.
Nel pomeriggio rientriamo verso Cairns con il sale sulla pelle, molte più foto del necessario e quella piacevole stanchezza che viene solo dopo una giornata passata quasi interamente tra mare, sole e acqua.
Salutiamo Cairns e torniamo in aeroporto. Ormai abbiamo capito che in Australia, per cambiare completamente scenario, bastano qualche ora di volo e una discreta familiarità con gate e controlli. Oggi lasciamo palme e umidità e atterriamo a Sydney/Warrane.
Un trasferimento privato ci porta in hotel. Lasciamo i bagagli, ci concediamo il tempo necessario per rimettere in ordine noi stessi — le valigie possono aspettare — e poi usciamo con il Tour Leader. Dopo deserto, foresta e barriera corallina, ritrovarsi nel ritmo di una grande città fa quasi strano. Quasi.
Il resto della giornata non è una corsa tra icone. Cominciamo a prendere le misure di Sydney camminando insieme e lasciando spazio alle prime impressioni, a una sosta quando serve e a quelle fotografie che, diciamolo, qui vengono praticamente da sole.
Sydney avrà tempo per raccontarsi meglio domani. Per oggi ci basta il primo incontro: quello in cui capiamo che il viaggio ha appena cambiato, ancora una volta, il proprio ritmo.
Oggi Sydney è tutta nostra, ma senza l’ansia di doverla infilare per forza in una checklist. Il Tour Leader propone una rotta e il gruppo decide come viverla: possiamo tornare verso Circular Quay, perderci tra le strade di The Rocks, camminare fino ai Royal Botanic Gardens oppure spingerci verso Bondi e respirare un po’ di oceano.
Chi preferisce può scegliere un’attività facoltativa, mentre chi sente il bisogno di staccarsi per qualche ora può farlo senza drammi. Anche nei B-Tour stare insieme non significa muoversi sempre in formazione compatta: a volte vuol dire ritrovarsi più tardi e confrontare tutto quello che ciascuno ha scoperto.
La giornata resta libera, quindi niente corse e nessun premio per chi colleziona più quartieri. Sydney è grande, varia e abbastanza sicura di sé da non aver bisogno che la vediamo tutta in una volta.
La sera ci ritroviamo e decidiamo come chiudere la giornata: magari davanti a una cena, a un drink o semplicemente a un’altra passeggiata. Oggi il programma non manca. Semplicemente, lo costruiamo insieme.
Per l’ultima giornata del tour lasciamo Sydney e iniziamo da Featherdale Wildlife Park, dove l’Australia decide di presentarsi nella sua versione più pelosa, piumata e decisamente fotogenica. Qui incontriamo da vicino canguri, wallaby, koala e molte altre specie native, alcune delle quali minacciate e protette dal lavoro di conservazione del parco.
Possiamo dare da mangiare a canguri e wallaby nei loro habitat aperti e osservare i koala a distanza ravvicinata. A questo punto del viaggio pensavamo di avere già riempito abbastanza la memoria del telefono. Evidentemente non conoscevamo ancora il potere di un marsupiale che guarda dritto nell’obiettivo.
Poi cambiamo completamente scenario e raggiungiamo le Blue Mountains. Il paesaggio si apre davanti a noi tra vallate, pareti rocciose e distanze che fanno sembrare Sydney molto più lontana di quanto sia davvero.
Pranziamo a Echo Point, con la vista sulle Three Sisters. Non è immediatamente chiaro se convenga prestare più attenzione al piatto o a ciò che c’è oltre la finestra, quindi facciamo entrambe le cose con grande senso pratico.
Rientriamo a Sydney dopo una giornata che mette insieme animali, natura e una delle vedute più celebri del New South Wales. È un gran finale senza effetti speciali costruiti: bastano un canguro curioso, una vallata davanti agli occhi e il gruppo con cui abbiamo attraversato mezza Australia.
Oggi tocca richiudere la valigia. O almeno provarci: dopo quasi due settimane tra mercati, oceano, terra rossa, foreste e barriera corallina, sembra improvvisamente più piccola di quando siamo partiti. Un fenomeno ancora inspiegabile, ma molto comune nei B-Tour.
Raggiungiamo l’aeroporto e iniziamo il lungo viaggio verso casa. È il momento dei saluti, delle ultime foto condivise e delle promesse di mandarsi «quella bella» — che naturalmente, nel rullino di ciascuno, è sepolta sotto altre duemila immagini.
Non serve ripercorrere ogni tappa per capire quanta Australia abbiamo attraversato. Ci restano addosso il vento della Great Ocean Road, i silenzi di Uluru, l’umidità del Daintree, il sale della Grande Barriera e il ritmo di Sydney. Ma soprattutto ci resta il modo in cui abbiamo vissuto tutto questo: insieme, senza correre più del necessario e lasciando spazio a ciò che, sulla carta, non si può programmare.
Saliamo a bordo stanchi, felici e probabilmente già un po’ nostalgici. Il viaggio finisce qui; le storie da raccontare, invece, hanno appena cominciato.
Atterriamo in Italia e il viaggio finisce davvero. Recuperiamo i bagagli, ci salutiamo e torniamo verso casa con il fuso orario da rimettere in ordine e parecchie storie da raccontare. L’Australia resta dall’altra parte del mondo, ma per fortuna non tutto quello che abbiamo vissuto entra nella valigia.
Orario voli
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