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Coronavirus: ne parliamo con il dott. Bellisario

30 Gennaio 2020

La salute dei viaggiatori è sempre la nostra priorità, così come lo è divulgare informazioni corrette e basate su osservazioni scientifiche e statistiche.

Per questa ragione seguiamo con grande attenzione gli sviluppi del Coronavirus, grazie agli aggiornamenti indicati sul sito del Ministero degli Esteri: http://www.viaggiaresicuri.it/

In ogni scheda del paese sono riportati gli aggiornamenti relativi allo stesso, ed il Ministero degli Esteri ha tuttavia dedicato un focus preciso continuamente aggiornato: http://www.viaggiaresicuri.it/documenti/FOCUS%20CORONAVIRUS.pdf

Tante, troppe le notizie che ci arrivano, e le domande che scaturiscono sono altrettante.

Sentiamo il bisogno di trattare questo tema con coscienza, e per questo abbiamo scambiato due chiacchiere con il Dott. Massimiliano Bellisario, che oltre ad essere un medico, è molto impegnato nella divulgazione scientifica.

D: Buongiorno dott. Bellisario. Che cos'è esattamente il Coronavirus 2019 nCov di Wuhan?

R: 2019-nCoV, questo il "nome in codice" datogli dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, è un membro della famiglia Coronavirus: si chiamano così perché quando li guardiamo al microscopio elettronico appaiono come dei cerchi circondati da diverse appendici, molto somiglianti ad una corona; sono virus che vedono il loro serbatoio principale nei mammiferi e negli uccelli, provocando diverse patologie negli animali sia di allevamento che selvatici e, ogni tanto, infettano l'uomo provocando infezioni respiratorie di gravità estremamente varia, dal banale raffreddore ad una polmonite potenzialmente mortale (la SARS è data da un coronavirus e condivide con 2019-nCoV il 70% del suo materiale genetico). L'ultimo arrivato pare fosse un virus che dai pipistrelli è riuscito ad infettare una specie di serpente, il bungaro fasciato, che viene venduto come cibo nei mercati cinesi: al momento non sappiamo ancora come abbia fatto il "salto" da animale a uomo.

D: Come si può contrarre?

R: I coronavirus, un po' come tutti i virus, si trasmettono con le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti, quindi sia direttamente quando ci troviamo accanto ad una persona infetta che diffonde nelle sue vicinanze il virus tramite queste goccioline, oppure indirettamente se stringiamo una mano o tocchiamo una superficie contaminata e poi portiamo la mano alla bocca o sul viso.

D: Quali sono i sintomi?

R: I sintomi sono quelli tipici di una sindrome influenzale: naso che cola, mal di testa, tosse, gola infiammata, febbre, malessere generale; in una percentuale - ancora non chiara - di casi può svilupparsi una polmonite potenzialmente letale.

D: Si può guarire e come si può curare?

R: Se ci atteniamo ai dati attuali, si guarisce nel 97% dei casi; non abbiamo molte informazioni dalle autorità cinesi, ma sarebbe interessante sapere se le persone decedute (132 al momento in cui scrivo) soffrissero di patologie pregresse o fossero persone in buona salute, perché cambierebbero molte cose. Come per tutti i coronavirus, non esistono terapie: l'unica cura è il supporto vitale e il trattamento dei sintomi, sostanzialmente antipiretici/analgesici per febbre e dolore e liquidi per contrastare la disidratazione. Ah, purtroppo non esiste ancora un vaccino.

D: Qual'è la percentuale di mortalità?

R: Per quanto ne sappiamo, dovrebbe oscillare tra il 2% e il 3% degli infetti, ma potrebbe essere un dato molto sovrastimato perché pare ci siano molti casi di persone che hanno contratto l'infezione ma non hanno sviluppato i sintomi. SARS ad esempio aveva una mortalità del 15% nei soggetti infettati.

D: Il virus influenzale di quest'anno, che percentuale di mortalità ha?

R: L'influenza stagionale ha in Italia un'incidenza nella popolazione generale del 9%, il che vuol dire che colpisce circa 5 milioni di persone. Quante ne muoiono direttamente per il virus? Pochissime: ad oggi, secondo i dati dell'Istituto Superiore della Sanità, a fine gennaio 2020 ci sono stati 45 casi gravi di polmonite influenzale con 7 decessi, il che definirebbe una mortalità diretta dello 0,0001%. In realtà, poiché l'influenza colpisce milioni di persone affette da altre patologie, è più corretto calcolare la mortalità indiretta, che comunque arriva allo 0,05% (circa 2500-3000 morti l'anno).

D: Quali accorgimenti mettere in atto per difendersi dal virus?

R: L'accorgimento più importante è l'atto più semplice del mondo: lavarsi spesso le mani col sapone o, in sua assenza, con un gel alcolico; evitare di toccarsi il viso se abbiamo toccato superfici potenzialmente contaminate; indossare una mascherina se si deve frequentare un posto affollato con scarso ricircolo d'aria (ad esempio sui mezzi pubblici); durante i viaggi nei luoghi a rischio evitare di mangiare in locali dalle condizioni igieniche precarie, non mangiare cibo crudo o poco cotto e non bere acqua che non sia imbottigliata; e infine, come pratica fondamentale per proteggere anche gli altri, ricordarsi di tossire o starnutire nell'incavo del gomito (sì, il gesto della dab dance!).

D: Cosa fare se, in viaggio, si registrano i sintomi?

R: Innanzitutto restare calmi e non farsi prendere dal panico: è molto più probabile aver contratto un banale raffreddore che passerà in 2-3 giorni piuttosto che il nuovo coronavirus; bisogna bere molto e assumere del paracetamolo per contrastare i sintomi, al dosaggio di un grammo ogni 8 ore e, solo qualora dovessero presentarsi sintomi respiratori (ad esempio difficoltà a respirare o colore violaceo delle labbra o delle estremità), rimanere in casa/albergo e contattare il servizio di emergenza locale o l'ambasciata per farsi dare istruzioni.

D: In base alla sua esperienza di medico e di viaggiatore, crede possa esserci un rischio concreto per un viaggio in Giappone in questo periodo?

R: Rischio concreto direi proprio di no, anzi, potessi partire subito per il Giappone lo farei senza pensarci due volte! Basta osservare le norme igieniche consigliate e, nel dubbio, indossare la mascherina per stare al sicuro.

 

Grazie dott. Bellisario, il suo focus crediamo possa essere molto chiaro e utile per tutti i viaggiatori. 

Le informazioni di natura scientifico sanitaria sono ormai chiare. Ad oggi le indicazioni del Ministero degli Esteri consiglia di evitare i viaggi nella zona di Wuhan, e nella provincia di Hubei che si trova in Cina. Non ci sono altre segnalazioni su altri paesi, ma gli aggiornamenti vengono pubblicati in tempo reale.

E’ quindi bene seguire gli aggiornamenti della Farnesina al sito http://www.viaggiaresicuri.it/ consultando poi la scheda del paese per capire se è stato posto il divieto nella destinazione in cui ci si deve recare. 

Roberta Manis

 

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